ST LOUIS, MO - AUGUST 09: Francesco Molinari of Italy waits to play his tee shot on the 17th hole during the first round of the 100th PGA Championship at the Bellerive Country Club on August 9, 2018 in St Louis, Missouri. (Photo by David Cannon/Getty Images)

Mentre Bubba Watson imbucava il putt che l’avrebbe portato a vincere la sua seconda giacca verde, un improvviso “spettatore” di vent’anni osservava attentamente la scena da bordo green. Non era uno spettatore qualunque, ma un giovane ragazzo americano passato dall’essere il rookie del 2013, all’essere un grande protagonista del Masters 2014: Jordan Spieth.

Probabilmente Spieth non avrebbe mai immaginato che il suo debutto al Masters sarebbe stato così avvincente ed emozionante. Ha marciato per diciotto buche accanto a Bubba Watson, rubandogli persino la scena con la prima posizione nelle prime buche.

Un momento magico, durato solo fino al green della otto, con quel perfido putt per il par, mancato di un soffio. Da quel momento Spieth è stato un’osservatore silenzioso, con l’emozione e il nervosismo che hanno preso il sopravvento lasciando il posto alla freddezza e all’esperienza di un perfetto Bubba Watson.

Ma se Spieth ieri non ha fatto la storia, battendo il record di Tiger Woods e diventando il più giovane professionista vincitore di un Masters, la grande standing ovation della buca diciotto lo ha avvolto in un caldo abbraccio, dimostrando come questo giovane ragazzo stia piano piano entrando nei cuori dei golfisti.

Jordan è proprio quello che il nuovo golf, provvisoriamente orfano di Tiger Woods, aveva bisogno. Giovane, determinato e pronto a diventare un grande campione, Spieth ha già dimostrato il suo valore l’anno scorso vincendo il John Deere Classic e diventando l’unico teenager a vincere il torneo dal 1931 a oggi.

Non ha vinto la giacca verde, che sarebbe stata perfetta sopra la pallida maglietta verde che aveva ieri, ma la sua passione e la sua determinazione non hanno fatto rimpiangere nemmeno un istante l’assenza di Tiger Woods ad Augusta. Il suo testa a testa con Bubba Watson ha reso ancora più magica l’atmosfera del Masters e ha fatto sognare ciascuno di noi.

Avrebbe potuto battere il record di Tiger Woods, non è stato così, ma alla fine del quarto giro ha così commentato: “È stato divertente, anche se non ho dato il meglio nelle seconde nove. Sono arrabbiato, ma non vedo l’ora di tornare in campo. Penso di essere pronto per vincere un Major ed è una grande sensazione”.

È ancora presto per dire se sia davvero il nuovo Tiger, anche se egli stesso si definisce uno dei nuovi giovani leoni del golf. Una cosa è certa: il golf aveva proprio bisogno di questa nuova ventata di aria fresca.