ST LOUIS, MO - AUGUST 09: Francesco Molinari of Italy waits to play his tee shot on the 17th hole during the first round of the 100th PGA Championship at the Bellerive Country Club on August 9, 2018 in St Louis, Missouri. (Photo by David Cannon/Getty Images)

Ogni giorno centinaia di PRO, me compreso, si allena per arrivare al successo. Ma qual è l’ingrediente segreto per ottenerlo? Ho ascoltato e letto molte interviste di giocatori di successo.

Ognuno ha una propria visione del golf, ma tutti hanno in comune una cosa, il lavoro sodo.

Dalle loro parole appare chiaro che il talento non è più sufficiente. Ci vuole molta qualità.

Spesso crediamo che i giocatori del tour abbiano dei superpoteri, ma fatta eccezione per alcuni, gli altri sono dei comuni mortali ma in possesso di una metodologia di lavoro meticolosa.

Prendiamo Justin Thomas. E’ un giocatore eccezionale con un gioco assolutamente nella media. Come fa quindi a essere sempre tra i primi al mondo?

Sicuramente ha, di sé, una piena consapevolezza. Sa esattamente quali sono i suoi punti di forza e i suoi “talloni d’Achille”.

Sbaglia, ma sa perché, limitando i danni durante una giornata “no”.

Imbuca, e sa perché, sfruttando al meglio le giornate positive.

Questa capacità di Justin arriva da un allenamento fatto su misura.

Il golf non è sola tecnica, è strategia, controllo della distanza, simulazione della gara, palestra e mental coach.

Quindi, qual è l’ingrediente segreto di Justin Thomas? Se lo sapessi, forse sarei già sul tour.

Da notare come Justin ci abbia dato un indizio. Il 2017 è stato il suo anno migliore. Ha vinto un major e la Fed-Ex Cup.

Questi risultati non sono stati raggiunti casualmente. Difatti in un’intervista, a seguito dell’incasso di 11 milioni di dollari, ha mostrato ai media la sua “goal list” per l’anno.

All’interno vi erano tutti gli obiettivi  che con il duro lavoro ha ottenuto.

Questa “lista dei desideri” ha dato a Justin la motivazione di giocare ogni gara con la cattiveria per cui si contraddistingue tra i “big” del golf.

E’ bello vedere come giocatori di questo livello impostino degli obiettivi a lungo termine e che, ogni giorno, fino a quando non li raggiungono, hanno lo stesso approccio mentale. Non cambiano di una virgola le loro routine.

Anch’io come Thomas, però, ho scelto un percorso di preparazione fatto su misura per me. Ho scelto professionisti in cui credo che mi aiuteranno a realizzare il mio sogno.

Credo che per migliorarsi si debba avere il coraggio di allenarsi maggiormente in ciò che ci mette a disagio.

Io lo faccio nel golf e nella vita per essere pronto quando conta.