ST LOUIS, MO - AUGUST 09: Francesco Molinari of Italy waits to play his tee shot on the 17th hole during the first round of the 100th PGA Championship at the Bellerive Country Club on August 9, 2018 in St Louis, Missouri. (Photo by David Cannon/Getty Images)

Uno degli argomenti di cui si è discusso molto negli ultimi mesi è la velocità di gioco.

Lo European Tour ha deciso di introdurre lo Shot Clock, un timer per ogni colpo giocato, che sperimenterà nel 2018 durante l’Austrian Open.

Ma oggi proprio il Tour Europeo ha reso noto uno studio sulla performance dei giocatori da parte RSM e la scoperta è davvero interessante.

Pare infatti che i professionisti possano raggiungere un maggior successo se stanno poco tempo sulla palla.

La ricerca ha raccolto i dati di 47 giocatori del Tour per cinque giorni di gara su 304 tornei diversi con un totale di 22.579 colpi tirati.

E i tre fattori chiave scoperti sono davvero incredibili:

1. Se si sta poco sulla palla, ciascun giocatore può arrivare a guadagnare fino a 189.000 euro in più a stagione

2. I colpi più veloci migliorano la performance. Se si sta poco sulla palla, aumenta quasi del 90% la possibilità di guadagnare colpi.

3. Poco tempo sulla palla, aumenta la chance anche di superare il taglio nei tornei. Quando i professionisti sono più rapidi nel primo e secondo giro, hanno il 50% in più di possibilità di superare il taglio rispetto al non esser esserlo.

Per capire pienamente l’effetto che può avere il troppo tempo trascorso sulla palla durante i putt e i tee shots, lo studio ha sperimentato cosa succederebbe allo score dei giocatori, se ciascun colpo venisse modificato aggiungendo un secondo o più di attesa nell’address.

Il risultato è che i 20 giocatori più rapidi, sarebbero arrivati a guadagnare fino a 1,2 colpi a torneo.

Keith Pelley, CEO dello European Tour, si è detto molto soddisfatto è pronto per nuovi cambiamenti.

“Penso costantemente a come il gioco del golf evolverà e a come sarà il futuro. Senza dubbio, l’analisi dei dati unita alla visione fornita dallo studio di RSM, fanno parte di questo futuro.

Più dati siamo in grado di rendere disponibili, più i professionisti e gli amateur potranno capire ogni sfaccettatura del proprio gioco, guadagnando margine o vantaggio,” ha dichiarato Pelley.

E anche i campioni del Tour si sono detti interessati alla scoperta. Uno di questi è Andy Sullivan.

“Se scoperte come questa possono influire sull’evoluzione del gioco? Assolutamente si. Siamo giocatori che pratichiamo uno sport fatto di diverse variabili.

È fondamentale che guardiamo ai dati e a come anche piccoli cambiamenti possano aiutare a migliorare la performance.

Personalmente, per il mio gioco, la scoperta mi ha fatto pensare molto e credo interesserà anche gli amateur.”