ST LOUIS, MO - AUGUST 09: Francesco Molinari of Italy waits to play his tee shot on the 17th hole during the first round of the 100th PGA Championship at the Bellerive Country Club on August 9, 2018 in St Louis, Missouri. (Photo by David Cannon/Getty Images)

Ryder Cup. È la competizione più prestigiosa e più importante del golf. Nessun campionato del Mondo o Europeo assume il valore che la Ryder ha per i golfisti sparsi in tutto il mondo.

Seguirla in televisione è un must e viverla a bordo fairway è un sogno da realizzare, almeno una volta nella vita. Ma c’è stato un tempo, in cui il golf professionistico non era una professione rispettabile. Un tempo in cui i professionisti erano considerati, soprattutto in Inghilterra, cittadini appartenenti alle classi sociali più basse. E un tempo in cui i montepremi dei tornei erano inesistenti.

Poi però è arrivato Samuel Ryder, il cui cognome non passa affatto inosservato.
Nacque in Inghilterra nel 1858, ma nonostante fosse così vicino alla patria del golf vi si avvicinò solo a cinquant’anni. Samuel, che voleva fare l’insegnante, non avrebbe probabilmente mai immaginato che sarebbe stato proprio lui a cambiare il destino del golf. I suoi sogni si infransero quando si iscrisse al College e a causa di una malattia non riuscì a portare a termine gli studi.

Abbandonata l’idea di diventare professore, cominciò ad aiutare il padre nella sua azienda di giardinaggio. A quel tempo, solo i benestanti potevano permettersi di avere un giardino perché i costi di spedizione delle sementi erano insostenibili per le classi più povere. Ryder, all’età di 37 anni, decise allora di trasferirsi a St. Albans, sede di ben tre stazioni ferroviarie, per ridurre i costi e permettere a tutti di acquistare le sementi. Nonostante fosse benestante, cercò sempre un modo per far vivere bene anche le persone meno fortunate. Ed è forse anche per questo, che nacque l’idea della Ryder Cup.

A cinquant’anni si ammalò di nuovo e fu allora che iniziò a giocare a golf. L’amico Reverendo Frank Wheeler gli consigliò di iniziare a giocare, perché lo stare  all’aria aperta  con un buon esercizio fisico avrebbe senz’altro giovato alla sua cagionevole salute. Ryder, prima di diventare socio al Verulam Golf Club di St. Albans, decise di farsi seguire da un maestro e di imparare tutto il possibile su questo sport a lui nuovo. Si mise a praticare persino nel giardino dietro casa e dopo due anni divenne capitano del Verulam.

Com’era nel suo stile, negli anni ’20 cominciò a preoccuparsi delle condizioni del golf professionistico inglese. Pochi tornei, montepremi inesistenti e bassa considerazione dei professionisti. Nel 1923 Ryder cominciò a dar segni di cambiamento al golf inglese, sponsorizzando insieme al fratello James un torneo in cui parteciparono tutti i pros inglesi e in cui il montepremi era di 50£.

Una borsa molto alta, se si pensa che allora The Open Championship valeva appena 75£. Fu proprio grazie a questo torneo che Ryder incontrò Mitchell. I due diventarono amici e il professionista inglese fece persino da maestro al futuro padre fondatore della Ryder Cup. Nel 1925 iniziarono i preparativi. Ryder fece realizzare il famoso trofeo dall’azienda Sheffield e volle che fosse creato sulla coppa un golfista in miniatura che rappresentasse proprio Abe Mitchell.

Nel 1926 Walter Hagen propose di realizzare un secondo torneo simile all’International Challenge di cinque anni prima. Sarebbe stata una sorta di rivincita della sconfitta subita dagli Americani nel 1921 a Gleneagles e sarebbe stata la prima Ryder Cup. Proprio Samuel Ryder avrebbe dovuto sponsorizzare l’evento e portarvi il famoso trofeo, ma a causa di uno sciopero dei trasporti il torneo non venne mai ufficializzato.

Grazie anche a questo sciopero, Ryder ebbe tutto il tempo per pensare al suo nuovo torneo, che si sarebbe svolto per la prima volta il 25 luglio del 1927 in Massachusetts e avrebbe preso il nome di Ryder Cup. Con quattro match play foursomes e otto singoli, prese il via la competizione più importante del golf. Grazie Samuel Ryder, per aver creato uno degli spettacoli più belli del golf e dello sport.