ST LOUIS, MO - AUGUST 09: Francesco Molinari of Italy waits to play his tee shot on the 17th hole during the first round of the 100th PGA Championship at the Bellerive Country Club on August 9, 2018 in St Louis, Missouri. (Photo by David Cannon/Getty Images)

Belek – La buca 10 del Regnum Carya è, per i comuni mortali, un par 5 di 465 metri anche delicato, lambito com’è dall’acqua per tutta la sua lunghezza.

I protagonisti del Tour, però, non sono comuni mortali, golfisticamente parlando: e infatti loro lo giocano par 4. Naturalmente, così impostata, diventa la buca più difficile di questo Turkish Airlines Open.

Da oggi, purtroppo, potremmo anche ribattezzarla la “trappola degli italiani “, visto che ha inguaiato sia Pavan che Paratore.

Pavan l’ha giocata nell’ordine regolare, essendo partito dalla 1, e si è presentato su qul tee con un bel -3 siglato sulle prime 9, tanto da avvicinarsi , dopo il 68 di ieri, alle zone più alte della classifica.

Ma la trappola, feroce, è scattata provocando addirittura un quadruplo bogey dal quale, pur mantenendo la calma, Andrea non s’è più ripreso: altri tre bogeys senza più birdie (dopo i 4 delle prime 9) ed ecco confezionato il 75 (+4) che lo ha ricacciato nelle retrovie, 59esimo.

Quasi più amara, anche se meno pesante, la storia per Paratore che, essendo partito dalla 11 , ha affrontato come ultima la buca maledetta, presentandosi al tee shot con un parziale di -7 , fino a quel momento secondo solo al gran giro in -8 di Tom Lewis. Era stata,fino a quel momento, una giornata perfetta per Renato, dopo il grigio esordio di ieri in 73.

Ma la trappola ha colpito ancora, zavorrando con un doppio bogey di chiusura il bello score di Renatino. Quei due colpi lo hanno fatto precipitare dal 13esimo al 37esimo posto, ma non possono comunque mettere in ombra la sua buona prestazione.

In vetta c’è gran folla, con il grande Justin Rose su tutti : -6 di giornata e -12 totale) tampinato da presso, però dal terzetto Lewis, Willett, Olesen, tutti a due colpi di distanza. Un primo “strappo” per il campione FedEx, autorevolissimo candidato alla vittoria.

Non demorde (e come potrebbe?) Tommy Fleetwood, impegnato a tenere in vita il tentativo di vincere per la seconda volta consecutiva la Race to Dubai, a scapito di Chicco Molinari. Girando in meno 5, è rimasto nei paraggi, tre sotto il leader. Il pericolo Tommy, per Molinari, rimane.