Grande risultato per la spedizione azzurra alla XXV edizione del World Amateur Golfers Championship disputata in Borneo: un campo severo, ma un’esperienza esaltante e conclusa con l’assegnazione del trofeo più importante

 

Una grande trasferta quella vissuta dai giocatori italiani alla XXV edizione del Campionato del Mondo Amatoriale di Golf.

Un lungo viaggio, ventidue ore di volo con tre aerei diversi per arrivare a Kota Kinabalu, Borneo Malese, la terra di Sandokan.

Come sempre, ad attenderli un’organizzazione perfetta: da quando si sale in aereo per partire fino al rientro dopo una settimana intensa di golf, tutto è pensato e realizzato per vivere un’esperienza unica e indimenticabile.

Quattro campi meravigliosi, due giorni di prova campo e quattro giorni di gara, giocando un campo diverso ogni giorno. Per gli italiani è durissima: dopo l’adattamento al fuso orario, bisogna adeguarsi al clima caldo umido, anche se quest’anno non era estremo come nei due anni precedenti, essendo localizzati in riva al mare ed essendoci meno piogge pomeridiane.

Ma ciò che si fa veramente fatica a digerire è l’erba, bermuda e cow grass che obbligano a pensare diversamente, soprattutto gli approcci al green. Questi ultimi, durissimi, non tengono la palla che spesso rotola fuori green, inesorabilmente.

In conclusione, gli score salgono e il risultato finale, sia nel Championship che nell’Invitatonal, non è stato brillante.

 

Italiani, tra alti e bassi

Le due competizioni hanno visto in gioco 36 nazioni provenienti da ogni continente.

È sempre emozionante la cena di benvenuto con la cerimonia delle bandiere che vede tutti i Capitani portare il vessillo della propria nazione sul palco, uno dopo l’altro.

Poi comincia la gara che ha visto il Team Italy rimanere per tre giorni al ventunesimo posto e nell’ultima giornata guadagnare una sola posizione, salendo al ventesimo.

Nel flight uno (fino a 5,4 di hcp) Pietropaolo Mora si è classificato tredicesimo. Un giro in 82 colpi netti ha compromesso la sua performance che durante gli altri tre giorni è rimasta sempre in linea con un potenziale terzo posto, da cui è rimasto lontano per soli otto colpi.

Nel secondo flight Marco Cesare Riva si è classificato al ventiduesimo posto, per via del clima mal sopportato, che ha compromesso il suo gioco: egli stesso ha ammesso di non essere riuscito ad adattarsi al caldo e all’umidità del Borneo.

Stessa sorte per Giovanni Mariotta nel terzo flight che, nell’ultimo giorno di gara, ha subìto un colpo di calore che quasi lo ha costretto al ritiro. Ventitreesimo posto per lui.

Buona, invece, la posizione finale di Luca Poppi, alla sua seconda esperienza in una World Final WAGC. Ha concluso al decimo posto del quarto flight. Nel suo caso nessun problema di adattamento al clima e quindi risultati dipesi solo dal gioco.

Nel quinto flight il figlio di Luca, Tobia Poppi si è classificato sedicesimo. Rammarico per lui in alcune giornate dove ha dichiarato che avrebbe potuto fare molto meglio.

I risultati dell’Invitational

Si è giocato anche il World Amateur Invitational con ben quattro team italiani al via, oltre al Team Invitational svizzero, capitanato da Valentina De Simoni.

Queste le posizioni finali di classifica: Team Switzerland 1 (Alberto Passera e Mauro Capra), ventitreesimi; Team Italy 3 (Luca Brussolo e Marina Mazzotti), trentaquattresimi; Team Italy 2 (Michele Brunori e Fausto Maserati), trentasettesimi; Team Italy 4 (Vincenzo Mora e Maurizio Pittaluga), quarantottesimi; Team Italy 1 (Silvia Moro e Mario Bartaccioli), cinquantaduesimi.

I team in gioco, nel Campionato Invitational, erano in totale settantacinque.

Nelle classifiche singole sono da mettere in evidenza i risultati nella categoria da 21 a 25 di Luca Brussolo, terzo prima dell’ultimo giorno di gara e purtroppo scivolato al quinto posto finale e di Marina Mazzotti, decima. Undicesimo posto per Michele Brunori nel flight 6-10 e quinto posto su sette partecipanti nel flight 0-5 per Silvia Moro.

 

Trionfo tricolore

La manifestazione si è conclusa con un trionfo per la delegazione italiana.

Infatti, nella serata di Gala finale, il Board del WAGC World ha deciso di assegnare, per la seconda volta in cinque anni, il premio considerato più importante e prestigioso alla compagine italiana: e così, lo Sven Tumba Spirit Trophy è stato alzato al cielo dal Team Italy.

A corollario della settimana ricordiamo le magnifiche escursioni, proposte agli accompagnatori non giocatori, le serate festanti come quella a tema nautico in cui i partecipanti erano invitati a vestirsi da marinai.

Da sottolineare anche il Certificato di Apprezzamento consegnato a Valentina De Simoni e a Marco Foi dal Board internazionale, a testimonianza del lavoro profuso e dell’attaccamento dimostrato, nel corso della stagione, all’intera manifestazione.

Appuntamento al prossimo anno, dal 17 al 24 ottobre in Messico, Riviera Maya, per la XXVI edizione del World Amateur Golfers Championship. Info su come partecipare alle qualifiche italiane:

WAGC Italy

Wegolfers

Lo spirito di Sven è di nuovo azzurro

La XXV edizione del WAGC sarà per sempre ricordata dal Team italiano per la conquista del premio più importante. Per la seconda volta in cinque anni di partecipazioni al World Amateur, la squadra italiana ha vinto lo Sven Tumba Spirit Trophy. Questo trofeo speciale, che è stato inserito nel 2011, dopo la morte del fondatore del Torneo, vuole premiare il team che meglio esprime durante la settimana finale lo spirito olimpico, di amicizia e cameratismo di cui Sven Tumba voleva fosse pervaso questo evento. Lui, pluriolimpionico di hockey su ghiaccio con la Svezia, ma anche giocatore di football con la nazionale svedese, creò il WAGC con
il preciso scopo di consentire a giocatori amatoriali la possibilità di vivere un’esperienza olimpica, disputando un torneo con giocatori di altre nazionalità e vivendo una settimana di sport e amicizia. Dopo venticinque anni il risultato è avere sviluppato il più grande torneo amatoriale di golf al mondo, che coinvolge ogni anno migliaia di giocatori nelle qualifiche nazionali e si conclude con una grande finale in location suggestive, giocando su percorsi meravigliosi.

Da “Il Mondo del Golf Today” n° 306 – novembre 2019