ST LOUIS, MO - AUGUST 09: Francesco Molinari of Italy waits to play his tee shot on the 17th hole during the first round of the 100th PGA Championship at the Bellerive Country Club on August 9, 2018 in St Louis, Missouri. (Photo by David Cannon/Getty Images)

È arrivato a Carnoustie per il 147esimo The Open Championship come migliore giocatore al mondo degli ultimi due mesi.

In sei apparizioni, da fine maggio ad oggi, ha registrato tre vittorie e due secondi posti. Ora, lascerà la Scozia come nuovo Champion Golfer of the year, ma soprattutto come primo italiano nella storia del golf ad aver vinto un Major.

Francesco Molinari ha scritto la storia e questo weekend così perfetto noi italiani ce lo ricorderemo per tutta la vita. Sia golfisti che non golfisti.

Perché la vittoria di Francesco fa bene al nostro movimento, fa bene alla sua diffusione e all’essere conosciuto in tutto il paese.

Non capita tutti i giorni di sentire alla radio parlare di golf, tanto meno tra i titoli del telegiornale aspettando il treno in metropolitana a Milano.

Eppure oggi è successo. Oggi il golf era su tutte le pagine dei giornali, era in tutti i telegiornali e in tutti i giornali radio. E sentirne dare la grande notizia scommetto che avrà causato in ogni amante del golf un tuffo al cuore di emozione.

Francesco ha fatto anche questo. Non ha solo scritto un nuovo importante capitolo della storia del golf, ma l’ha portato nelle case e nella quotidianità di tutti gli italiani.

Come Arnold Palmer fece crescere il movimento del golf negli Stati Uniti entrando nelle televisioni di tutti gli americani, allo stesso modo sta facendo Molinari.

E siamo sicuri continuerà a farlo, perché questo 2018 è stato un crescendo continuo di grandi risultati.

Solo a maggio, dopo non aver superato il taglio al The Players, era 33esimo nel Ranking Mondiale. Poi è arrivata la grande ascesa, con il BMW PGA Championship di Wentworth che ha fatto come scattare qualcosa nel gioco e nella testa del campione italiano.

Da quel momento, ha trasformato il putter nel suo punto di forza e il resto del suo gioco, che già godeva di ottima forma, è stata la sua sicurezza. Ha chiuso secondo all’Open d’Italia, portandosi in testa alla Race to Dubai.

Dopo lo US Open ancora successi, con la vittoria del Quicken Loans National diventando il primo italiano dal 1945 ad aver vinto sul PGA Tour. Due settimane dopo ha chiuso secondo al John Deere Classic e ora eccolo trionfare anche al The Open Championship.

Calmo, con una freddezza letale, ha dominato gli avversari a partire da Tiger Woods con cui ha condiviso le ultime 18 buche.

Così da quel lontano 33esimo posto nel ranking di maggio, Francesco ora è salito al sesto posto, recuperando in una settimana ben nove posizioni.

È nella top ten, in compagnia di campioni come Jordan Spieth, Rory McIlroy, Rickie Fowler e Jason Day che nella giornata di ieri si sono dovuti piegare al suo dominio perfetto, privo di bogey e fatto di due birdie.

Ma non è solo l’OWGR a far sorridere. È anche la classifica FedEx Cup, che lo vede settimo rispetto al 27esimo posto della scorsa settimana.

Senza dimenticare che a inizio luglio non sicuro di qualificarsi, optò di partecipare al Quicken Loans anziché all’Open di Francia, uscendone vincitore. Il dominio continua anche in Europa con la Race to Dubai, che lo vede in testa con ben 4.234.947 punti contro i 2.923.727 di Patrick Reed all’inseguimento.

Una stagione incredibile quella di Francesco che non finisce certo qui. Continuerà sulla stessa strada, per diventare il Campione del 2018, anche se viste le vittorie a Wentworth e al The Open, per lo European Tour potrebbe già esserlo.

Lo vedremo combattere non solo nella FedEx Cup ma anche nella Ryder Cup di Parigi. Il campione italiano è diventato ormai il giocatore da sconfiggere ai matchplay, il più duro e dotato di una freddezza da far invidia a qualsiasi altro professionista.

La squadra europea ha già dalla sua un importante pilastro su cui appoggiarsi, la possibile chiave per vincere come avvenne nel 2010 a Celtic Manor.

Noi staremo a tifare, come abbiamo fatto ieri, quando ci è stato regalato un sogno e le urla di alcuni di noi si sono sentite fin dagli spalti di Carnoustie. E caro Francesco, continueremo sempre a sognare al tuo fianco.