Nella lontanissima Tasmania, la tenacia di Mr. Satter ha dato vita a due autentiche meraviglie. Ecco i percorsi di Barnbougle

Barnbougle, Tasmania:

La Tasmania, Paese lontanissimo e circondato dal mare che fa parte dello stato australiano, non è molto conosciuta. Ha sicuramente caratteristiche geografiche che saltano all’occhio e un’atmosfera – e un’indole – calma e serafica. Ma è anche il Paese di Taz, il Diavolo della Tasmania, quel marsupiale vorace e feroce reso famoso da un cartone della Warner Bros. Non se ne sa molto di più. Oggi, quella che a lungo è stata considerata come la ruota di scorta della sua madrepatria, e che tutti chiamano “Tassie”, può alzare fieramente la testa quando si parla di golf, grazie ai due tracciati di Barnbougle.

La storia del Barnbougle Dunes

Sin dall’apertura nel 2004, il Barnbougle Dunes ha conquistato il terzo posto nel Paese. Attualmente è 33° nella classifica di Golf Digest dei 100 migliori campi da golf al mondo. In origine, per la sua morfologia, era stato comprato per farne un terreno agricolo. Ma il suo proprietario, Richard Sattler, ha avuto una “visione” su questa striscia di terra costiera; e ne ha immaginato qualcosa di più grandioso.

«Poiché il terreno a dune non era arabile – e quindi coltivabile – l’idea si è presto sviluppata in un progetto che ne sfruttasse la conformazione naturale per ricreare qualcosa di simile ai grandi links di Scozia e Irlanda», ha spiegato Sattler.
«Esperti del settore golf hanno confermato la spettacolarità di questa terra. Hanno ipotizzato che con i giusti architetti ci fosse veramente l’opportunità di costruire qualcosa di speciale. Non capita tutti i giorni di poter creare qualcosa che possa essere riconosciuto a livello internazionale. E io non volevo rinunciarvi».

Barnbougle, Tasmania:

Sattler, Doak e Clayton

Per la fortuna dei golfisti di tutto il mondo, Sattler ha creduto nel suo istinto. Ha coinvolto il famoso architetto del golf Tom Doak e il designer australiano Mike Clayton per realizzare la sua visione: «Creare un campo da golf eccellente che fosse una specie di rifugio selvaggio; capace, però, di offrire un’esperienza divertente e genuina».

Attenti a quella definizione: “Rifugio selvaggio”. La città minimamente commerciale più vicina è Launceston, a circa 80 km. Ma i golfisti possono stare tranquilli perché esiste la possibilità di pernottare a Barnbougle, per un week-end “stay-and-play” di puro e solo (non c’è molto altro nei dintorni) golf.

Lo spazio non manca

La prima cosa che colpisce all’arrivo a Barnbougle (a circa un’ora e un quarto di macchina da Launceston, lungo scenografiche strade di campagna) è lo spazio immenso. Infatti, Sattler aveva acquistato 15mila acri di terra con l’idea di coltivarli; l’ampiezza dell’area è quasi surreale, soprattutto per chi proviene da un ambiente urbano.

La maggior parte di quel terreno oggi ospita un’azienda agricola; solo piccole strisce sono state usate per entrambi i percorsi. Così, mentre mucche e pecore pascolano nelle aree circostanti e le patate vengono coltivate nei campi, le buche del Barnbougle Dunes e del Lost Farm hanno portato Tassie sulle bocche dei golfisti itineranti di tutto il mondo.

La propensione di Tom Doak a realizzare capolavori in armonia con la natura è evidente al Barnbougle Dunes. C’è molta varietà nelle 18 magnifiche buche firmate dal designer americano. Tutte sfruttano un terreno che era semplicemente perfetto per diventare un campo da golf.

La perfezione esiste. In Tasmania

Tra le dune della costa nord della Tasmania, il Barnbougle Dunes rivela diverse sfaccettature. Come la sensazione d’intimità, al suo apice alla buca 7 par 3, di soli 112 metri dai back tee. Un perfetto esempio che la lunghezza non è tutto. Il green sopraelevato non è completamente visibile dal tee di partenza; gli ostici bunker a protezione del green sia a sinistra che a destra possono distruggere lo score.

Dall’intimità della 7, il percorso si innalza poi verso le ultime tre buche che combinano bellezza e bestialità (nei confronti dello score, sia chiaro). Tutte e tre offrono una bellissima visuale sulla terra circostante, accentuando la naturale propensione del campo a fare da links. Il finale par 3, par 4, par 4 della 16, 17 e 18 si svolge lungo la costa sulla strada di ritorno verso la club house.

A seconda della direzione in cui soffia il vento (gli elementi, ovviamente, giocano un grande ruolo nei links), puoi navigare verso casa con il vento in poppa; oppure patire le conseguenze di voler concludere il giro in condizioni tempestose. Il Dunes di Doak si snoda dentro e fuori le dune di sabbia con la leggiadrìa di una ballerina classica.

Il Lost Farm offre una sequenza diversa, più drammatica

Disegnato da Coore & Crenshaw, il percorso ha aperto un decennio più tardi del Dunes, e non solo ha dovuto essere all’altezza della reputazione del fratello maggiore ma ha anche dovuto contrapporsi alla sua spavalderia. Quest’anno è al 40° posto della classifica di Golf Digest dei 100 migliori campi da golf al mondo; a dimostrazione del fatto che la decisione di Sattler di incaricare il team design che ci ha regalato anche il Sand Hills Golf Club in Nebraska e Shanquin Bay in Cina è stata vincente.

Barnbougle, Tasmania:

Gemelli diversi

Giocare il Lost Farm dopo il Dunes ti dà la sensazione che entrambi i campi siano stati ritagliati dalla stessa tela, pur se progettati da architetti diversi. Condividono lo stesso lembo di terra (trovandosi uno accanto all’altro) e le stesse caratteristiche climatiche, con la loro posizione di fronte allo Stretto di Bass che separa la Tasmania dall’Australia continentale.

Un confronto

Entrambi i percorsi richiedono una combinazione di strategia e capacità di tiro; oltre alla comprensione di ciò che fa la palla quando colpisce il terreno su un fairway ondulato da links. Comparandoli, però, il Lost Farm sembra più aperto.

I cambiamenti altimetrici ci sono; le buche non sono così protette da alte dune come quelle del Dunes. Ma tutto questo dà anche molto più effetto ai venti che arrivano dal mare. Nel giorno della mia visita, il vento soffiava a 47 km/h; i granelli di sabbia mi colpivano in faccia come proiettili. La precisione dal tee è importante se non si vuole passare mezza giornata a cercare le palline nel rough.

Il percorso

A questo proposito viene in mente la buca 10, par 5, perché il tee shot deve attraversare uno stretto passaggio tra le dune e il rough, per trovare un altrettanto stretto fairway. La 11, par 4, 405 metri dai back tee, è ugualmente spaventosa con i suoi enormi fairway bunker che ti si parano davanti chiedendoti se possiedi ciò che serve per superarli.

Da lì, il percorso porta in alto, e dal tee di partenza della buca 14 si gode una meravigliosa vista della buca e della superficie increspata color verde smeraldo che si distende in lontananza. Ovviamente, l’altra faccia della medaglia è l’esposizione al vento. C’è solo da sperare che sia una giornata serena per godersi appieno l’esperienza.

Lost Farm conta 20 buche, con i par 3 alternativi della 13 e della 18. Se non si ha fretta, è consigliabile giocare le buche extra perché sono entrambe belle e sfidanti allo stesso tempo. La corta (119 metri) della 18 è proprio ciò che serve da spareggio, con l’ampio bunker a sinistra del green che dà ancora più drammaticità alla conclusione della partita.

L’esperienza Barnbougle

A meno che non si arrivi dalla Tasmania, o dall’Australia, conviene giocare entrambi i percorsi per godere l’intera “esperienza Barnbougle”. Qui la disponibilità per alloggiare è limitata; è consigliabile prenotare con un po’ di anticipo, soprattutto durante l’affollata stagione estiva. In alternativa, Launceston ha diversi buoni hotel, se si mette in conto di dover guidare più di due ore tra andata e ritorno.

Una cosa che bisogna assolutamente fare a Barnbougle è pranzare al Lost Farm Restaurant. Oltre al grandioso menu di piatti australiani meravigliosamente freschi e deliziosamente preparati, la vista è speciale. Vetrate da parete a parete permettono di ammirare il campo e oltre: uno dei punti di forza più stupefacenti tra i golf club di tutto il mondo.

Barnbougle è anche comunità

Ma la visione di Sattler non ha realizzato solo due campi eccezionali nell’emisfero meridionale.
«Siamo anche orgogliosi che Barnbougle abbia potuto dare opportunità lavorative alla gente del posto», ha aggiunto.

«Speriamo che il successo di questa location continueremo a dare ai locali la possibilità di lavorare in zona».

Barnbougle

Il duo di Barnbougle dimostra veramente l’efficacia della frase “Se lo costruisci, arriveranno” (tratta dal film L’uomo dei Sogni, con Kevin Costner). Infatti, il settore turistico della Tasmania li ha già eletti a fulcro del comparto marketing come destinazione golfistica eccellente. Il successo dei due campi ha anche ispirato l’apertura di altri percorsi di qualità nel Paese.

Il recente Cape Wickham ha debuttato in alto nella classifica australiana; l’affascinante Ocean Dunes Golf Course dovrebbe essere completato in circa un anno. Con questi assi nella manica, la Tasmania riuscirà a stare al passo con le regioni golfistiche australiane, se non mondiali. Grazie alla visione di Richard Sattler e ai suoi due campi sul mare.

Da non perdere

Anche se non si rimarrebbe delusi se si decidesse di volare in Tasmania solo per giocare i Barnbougle Dunes e Lost Farm, ci sono diversi posti da visitare per sfruttare al massimo questo lungo viaggio.

IN MEZZO ALLA NATURA.

È senza dubbio l’attrazione naturale più famosa di Launceston. Cataract Gorge è una gola creata dal fiume, a soli 1,5 km dal centro, e fa parte del South Esk River. Ci sono adorabili giardini, ristoranti e la seggiovia monoposto più lunga al mondo, in grado di offrire visuali meravigliose dei dintorni. Con gli itinerari di trekking c’è da trascorrere l’intera giornata esplorando un contesto davvero scenografico. Info: www.launcestoncataractgorge.com.au.

UN SALTO AL MERCATO

Il mercato settimanale dei contadini, in una città come Launceston, è imperdibile. Se ci si trova da quelle parti il sabato è consigliabile trascorrere un po’ di tempo all’Harvest Market. Si possono esplorare le stalle che vendono prodotti del luogo, dagli avocado alle patate ai prodotti a chilometro zero. C’è anche una piacevole selezione di cibo cucinato; è possibile gustare un veloce e delizioso pranzo prima di recarsi al campo da golf. Aperto ogni sabato dalle 8:30 alle 12:30, info: www.harvestmarket.org.au.

INDIETRO NELLA STORIA

Per conoscere la storia della Tasmania non c’è nulla di meglio che il Woolmers Estate, a mezz’ora da Launceston. Gli edifici coloniali riflettono il passato del Paese in un contesto autentico ben preservato. Sei cottage originali sono stati trasformati in hotel per dare agli ospiti la sensazione di come fosse vivere lì nel XIX secolo, quando il sito era usato come colonia penale. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 16, info: www.woolmers.com.au.

Come arrivare in Tasmania

È possibile volare su Launceston o Hobart (la capitale della Tasmania) dai principali aeroporti australiani. I voli da Sydney impiegano circa due ore. Barnbougle è, poi, a un’ora e un quarto circa di macchina da Launceston, e a circa due da Hobart. Il noleggio auto è accessibile da entrambi gli aeroporti.

Dove alloggiare

Oltre alle sistemazioni disponibili in entrambi i Barnbougle, ci sono diversi hotel a Launceston che offrono comfort a quattro stelle. Il Peppers Seaport Hotel (www.peppers.com.au) ha un’ottima posizione sul mare, all’interno del distretto commerciale della città; a piedi si possono raggiungere ristoranti e negozi. Il The Sebel Launceston (www.thesebellaunceston.com.au), che fa parte del gruppo Accor, è ugualmente ben posizionato: si trova in centro e a breve distanza a piedi dal vivace distretto dei cafè e dei negozi, dal Queen Victorian Museum e l’Art Gallery, così come dal Cataract Gorge e il City Park.

Dove mangiare

Lo Stillwater (www.stillwater.com.au), ricavato in un vecchio mulino ad acqua che domina il fiume, è sicuramente il miglior ristorante di Launceston. Piatti come petto d’anatra arrosto con pane esseno, rutabaga, fichi al forno e senape indiana; o l’abalone locale (un frutto di mare) con mini pannocchie di mais, cipollotti, orecchio di Giuda (un fungo) e riso tostato sono esempi di un menu tipico, avventuroso quanto delizioso. Visitandolo a pranzo, è poi possibile immergersi nello shopping all’affascinante outlet del piano superiore, che vende curiosità per la cucina e specialità della Tasmania.

Fondato dal team stellare di Stillwater, il Black Cow Bistro (www.blackcowbistro.com.au) è specializzato in manzo della Tasmania e si trova in un vecchio macello dallo stile deco davvero unico. Come vuole la tradizione del Paese, la carne proviene da bovini alimentati a foraggio e non contiene ormoni artificiali. Il Black Cow serve anche una buona selezione di corposi vini rossi da accompagnare alla carne.

Il Saint John Craft Beer Bar (www.saintjohncraftbeer.com.au) è una simpatica alternativa alla consueta sindrome del BYOB (Bring Your Own Bottle, “portati la tua bottiglia da casa”) dei ristoranti che non sono autorizzati a vendere alcolici. Questo birrificio consente infatti di portarsi il proprio cibo da accompagnare allo schiumoso drink. Oltre alle 14 etichette di birre internazionali, australiane e locali, ci sono anche 170 birre in bottiglia e un’ottima selezione di sidro, vino e bibite. Saint John ha anche un originale food truck che serve una limitata, ma non meno deliziosa, lista di prodotti come verdure pastellate, cheese burger e costolette di agnello.