DA SCIENZIATO PAZZO A BODY BUILDER DEL GOLF

I mesi di lockdown hanno inciso sulla fisicità di molti, compreso Bryson De Chambeau che alla ripresa del PGA Tour si è presentato con una muscolatura talmente massiccia da attirare l’attenzione di fan e media. Durante lo stop forzato, il 26 californiano (cresciuto in Texas) ha lavorato duramente in palestra, completando la trasformazione già iniziata nel 2019. Negli ultimi 9 mesi ha messo su 20 kg di muscoli, passando da una taglia M a un XL. Ma a cambiare non è stata solo la misura delle sue T-shirt. La massa  muscolare gli ha consentito di allungare di parecchio la potenza del driver, come dimostra l’incredibile bomba da 365 yard (334 metri) che ha scagliato durante il secondo round del Charles Schwab Challenge, primo torneo post pandemia. Ora la sua media si aggira intorno ai 320 metri, la più lunga per distacco dell’intero circuito. Impressionante anche il nuovo dato che riguarda la velocità di palla, intorno ai 200 km/h.

 

PIU’ FORTE DI TUTTI

De Chambeau ha chiarito in conferenza stampa gli obiettivi della sua trasformazione: “Il mio scopo è quello di diventare il più forte possibile a prescindere dal peso. Continuerò ad insistere su velocità e forza nello swing per vedere cosa succede. Il mio spin è profondamente mutato e devo cambiare i ferri. Come driver uso un 5,5 gradi e un 10 gradi come legno tre”. Alle parole del diretto interessato, si è aggiunto il commento della leggenda del golf, Colin Montgomerie: “Quello che sta facendo Bryson è irreale. Se il golf continuerà a spingersi in questa direzione, con drive scagliati a oltre 330 metri, bisognerà apportare modifiche ai campi”

 

“THE MAD SCIENTIST” STUPISCE ANCORA

Con l’aumento di peso e muscolatura, De Chambeau è tornato a far parlare di sé dopo essere stato al centro di numerosi casi mediatici. The Mad Scientist (chiamato così sul Tour per la mania di calcolare tutto, cercando di rendere il golf simile a una scienza esatta) è stato accusato più volte di ricorrere ad alcuni “aiutini”, come l’uso dell’asta in buca sul putt dal green (ancor prima del cambio di regolamento) e il compasso in sacca, per calcolare a modo suo la vicinanza della bandiera. L’americano le escogita davvero tutte per realizzare il sogno che coltiva da quando ha iniziato a giocare a golf: vincere un Major e diventare numero al mondo. Per ora, ha in bacheca cinque titoli sul PGA Tour ma è a secco dal 2018.Ad inizio 2019 la prima vittoria sull’European Tour, con il successo al Dubai Desert Classic.

A cura di Valentina Buzzi