Arrivati a fine stagione, vediamo i primi risultati della regola che da quest’anno ha permesso
di lasciare la bandiera in buca. E la verità è che, scienza alla mano (cioè sul green), quando è ora di imbucare, essa è più di ostacolo che di aiuto

 

La nuova regola di quest’anno che permette ai giocatori di tirare sul green lasciando l’asta della bandiera in buca senza incorrere in penalità ha generato un vero e proprio dibattito tra professionisti e non. L’USGA ha fatto questa modifica per velocizzare il gioco; ma alcuni giocatori professionisti hanno subito palesato la propria contrarietà e non rimuovono l’asta perché credono che questo li aiuti a far entrare la palla in buca. È davvero così? Le autorità USGA dichiarano che la nuova regola “non si basa su una ricerca, ma su come si gioca”. Così abbiamo voluto fare un po’ di chiarezza sulla questione: con l’aiuto dei team di golf della California Polytechnic State University, delle leggi della fisica, dell’ingegneria e della statistica, abbiamo analizzato in maniera metodica come una palla tirata in buca interagisca con l’asta. Dopo molti test con giocatori in carne e ossa, strumentazioni e diversi tipi di asta, i dati parlano chiaro: lasciare l’asta al suo posto diminuisce le probabilità che una palla vada in buca molto più spesso di quanto aiuti a imbucare una palla che altrimenti non sarebbe entrata. Solo in rare occasioni l’asta riesce a “catturare” una palla che sta per mancare il bersaglio e a farla cadere nella tazza. Anche il giocatore più bravo con il putter, tenendo conto delle deviazioni standard, colpirà l’asta perfettamente al centro solo il 27,6% delle volte. Nel restante 72,4% il giocatore non colpirà l’asta in modo preciso, e questo va sempre a svantaggio del fatto che la palla entri in buca.

 

Il metodo

Il test ha coinvolto giocatori di golf universitari e l’uso del Perfect Putter nelle strutture destinate all’allenamento dei team della California Polytechnic State University al Dairy Creek Golf Course. Usando il Perfect Putter si facevano rotolare le palle sia perfettamente al centro dell’asta che fuori centro, a diverse velocità che avrebbero portato la palla a 75 centimetri, 1 metro e 30 cm e 3 metri e mezzo oltre la buca. Tutti i possibili scenari sono stati testati, in serie casuali di trenta colpi ciascuna.

 

I numeri

Per i colpi a una velocità che portava la palla a 75 cm oltre la buca, sia quelli mirati perfettamente al centro dell’asta che quelli fuori centro andavano in buca ogni volta, sia con l’asta in buca che senza. Per i tiri a una velocità che portava la palla a 1 metro e 30 oltre la buca e mirati a colpire l’asta fuori centro, la palla è entrata nel 90% dei colpi quando la bandiera è stata levata. Ma ad asta inserita, questa percentuale è crollata al 45%.

 

Putt mirati al centro

Indipendentemente dalla presenza o meno dell’asta, tutti i colpi mirati perfettamente al centro andavano in buca, anche a velocità che avrebbero portato la palla a 2 metri e mezzo oltre la buca. Dai 2,5 m ai 3,5 m, quasi tuttisono andati a vuoto in assenza di asta e quasi tutti sono entrati in presenza dell’asta (fatta in fibra di vetro e di forma conica).

 

Il fattore del triplo putt

Lasciare la bandiera in buca può aiutare a evitare i tre putt. L’asta annulla gran parte della velocità della palla in un putt colpito con eccessiva forza, anche nel caso di un colpo di striscio. Questo permetterà di avere un secondo putt più corto, posto che colpisca l’asta (che, però, deve avere uno spessore di almeno un centimetro e mezzo).

 

La soluzione del 99,9967%

In base alle probabilità, ai calcoli delle deviazioni standard e alle statistiche del PGA Tour, i migliori giocatori professionisti sarebbero in grado di colpire l’asta perfettamente in centro da una distanza di 7 metri all’incirca il 3,3% delle volte. Se si presume che i migliori professionisti raramente tireranno il loro primo putt 2 metri e mezzo oltre la buca (forse in un caso su mille), lasciare la bandiera nella buca sarebbe un vantaggio solo nello 0,0033% di tutti i putt tirati da una distanza tra i 5 e i 7 metri. E questo è un dato relativo ai migliori professionisti. Per il tipico giocatore amatoriale le percentuali sono molto più basse.

 

La logica di DeChambeau

Bryson DeChambeau è stato uno dei sostenitori del giocare dal green con l’asta in buca: «Non ho studiato tutte le variabili di questa ricerca, ma io lo sto facendo nella pratica e so che funziona. A Dubai avevo tirato un putt che sarebbe andato di almeno un metro oltre la buca e la palla non sarebbe entrata senza l’asta. Qui c’è in gioco più che la geometria, c’è il fattore visivo. Ti permette di vedere l’obiettivo. Ci sono casi in cui lasciare l’asta in buca aiuta e sono convinto che siano più dello 0,0033%».

 

Allerta vento

In caso di vento forte l’asta può flettersi, creando più spazio da una parte della buca e meno dall’altra. Durante i test questa variazione ha liberato uno spazio in un lato della buca di circa tre millimetri, ovvero la dimensione di un dimple di una palla da golf. Una variazione ininfluente rispetto al caso in cui si rimuove l’asta, liberando spazio su tutta la buca.

 

Aste diverse, stesso risultato

Putt mirati appena fuori centro e a una velocità che porta la palla a 1,30 m oltre la buca sono stati testati su tre aste diverse: in fibra di vetro (il tipo usato più spesso durante il PGA Tour), coniche in alluminio e a diametro variabile in alluminio. Tutte avevano un diametro di 1,2 cm all’altezza del green. Le aste in fibra di vetro, le più leggere, hanno avuto i risultati meno negativi, con un 61% di palle in buca, seguite da quelle a diametro variabile (38%) e, infine, da quelle coniche (36%). Per ogni tipo di asta il risultato è stato peggiore che in assenza di asta (90%).

 

Aiuto visivo o distrazione?

Lasciare l’asta nella buca porta un vantaggio in termini di visivi? In altre parole: è un “mirino”? Gli esperti di come la visione influisca sulle prestazioni sportive sono convinti di sì, ma un test condotto tra giocatori si è rivelato inconcludente: un gruppo di 36 tra i migliori golfisti universitari ha effettuato dei putt da oltre 7 metri a buche con e senza l’asta. In entrambi i casi, la palla è finita in media a una distanza di circa 60 cm dalla buca. C’è un’altra cosa da considerare: dato che effettuare un putt con l’asta in buca è diverso dal tirarlo in modo tradizionale, la presenza della bandiera potrebbe causare distrazione a livello sia fisico che mentale durante la preparazione al tiro.

 

Un ultimo punto

Questi dati sono a sfavore del fatto di lasciare l’asta in buca. C’è, infine, un ulteriore motivo per non farlo: recuperare la palla dopo un putt fatto con l’asta non rimossa potrebbe causare danni alla buca.

Da “Il Mondo del Golf Today” n° 306 – novembre 2019