ST LOUIS, MO - AUGUST 09: Francesco Molinari of Italy waits to play his tee shot on the 17th hole during the first round of the 100th PGA Championship at the Bellerive Country Club on August 9, 2018 in St Louis, Missouri. (Photo by David Cannon/Getty Images)

Sono oltre tremila i campi giocati da Ralph Kennedy, un venditore di penne newyorkese che approfittava dei viaggi di lavoro per scoprire nuovi percorsi: 3.165, per la precisione, una cifr piuttosto incredibile, ma certificata.

John Sabino, autore di “How to Play the World’s Most Exclusive Golf Clubs”, ne racconta la storia in questo gradevolissimo e particolare Golf’s Iron Horse.

Tra il 1911 e il 1953 Kennedy giocò – in 48 Stati americani, nove province canadesi e una dozzina di Paesi – oltre ottomila giri di golf, la maggior parte dei quali in campi a nove buche.

Che nella storia del golf non sono propriamente da sottovalutare: due US Open furono giocati in campi a nove buche e, a tutt’oggi, negli Stati Uniti ne esistono circa 4.700, corrispondenti al 30 per cento del totale.

Va notato anche il fatto che Ralph giocò ad Augusta tre mesi dopo l’apertura, il che è in sé qualcosa di grandioso.

Giocò sempre con bastoni in hickory e il golf rimase la dolce ossessione della sua vita, qualcosa che lo rese famoso. La cosa straordinaria è che Kennedy conservò tutte le sue carte, che erano sempre state firmate dal professionista locale, per donarle poi all’USGA, preservando in questa maniera la memoria di un pezzo importante della storia del golf.

La sua storia, per quanto appartenente a un periodo pionieristico del golf, è assolutamente straordinaria; ed è un gran bene che un fine scrittore e grande appassionato di golf – quale Sabino è – l’abbia raccontata nei dettagli.

John Sabino, Golf’s Iron Horse. The Astonishing, Record-Breaking Life of Ralph Kennedy. 2017, 294 pp., 24,20 euro (volume), 18,90 euro (Kindle).